Testa in Cielo e Piedi in Terra: guida pratica al radicamento

Qualche anno fa, il mio maestro di danza sufi Nevio Vitali mi ha fatto preparare la mia gonna rituale – un meraviglioso vortice di rosso e viola – e l’ha associata a un particolare rimedio di Aurasoma, il numero 65, che si chiama “Testa in Cielo e piedi in Terra”.

Quando ho letto il nome la prima volta, ho esclamato: “Ma come? Non è ovvio? Ma certo che i piedi stanno a terra e la testa è verso il cielo!”

No. In effetti non lo era affatto.

Ho scoperto che passavo più tempo con la testa fra le nuvole che con i piedi ben piantati a terra. Sentirmi parte del mondo, stabile e presente, era tutt’altro che scontato.

Ti suona familiare? Quella sensazione di essere sempre un po’ “altrove”, anche quando sei fisicamente presente?

Il viaggio verso casa 

Così ho iniziato a lavorare su di me, poco per volta ma con costanza, esplorando pratiche di radicamento che mi aiutassero a sentire davvero il contatto con il suolo.

Nel tempo, questi momenti sono diventati piccoli rituali quotidiani, parentesi di attenzione che mi dedico per ricordarmi, citando qualcuno molto più saggio di me, “che la terra sotto di me ha un posto tutto mio, e si chiama qui”.

Condivido qui alcuni suggerimenti che mi hanno aiutato a trovare stabilità e connessione con il suolo. Sono perfetti all’interno di una sessione di meditazione attiva o di danza consapevole, ma funzionano benissimo anche per una pausa di 2 minuti, magari proprio prima del caffè della mattina.

5 pratiche che mi hanno cambiata davvero (e possono cambiare anche te)

1. Attenzione al Respiro e ai Piedi

Il fondamento di tutto

Inizia in piedi, con i piedi ben piantati a terra, alla larghezza dei fianchi. Chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro.

Immagina che ad ogni espirazione il tuo peso scenda verso il basso, come radici che affondano nel terreno. Con ogni inspirazione, senti l’energia risalire, rinforzando la tua connessione con la terra.

Presta attenzione in particolare alle sensazioni che arrivano dai tuoi talloni. Come stanno oggi? Sono tesi? Rilassati? Doloranti?

Non giudicare quello che senti. Semplicemente ascolta.

2. Oscillazioni

Quando il suolo diventa un amico da accarezzare

Muovi dolcemente il peso del corpo da un piede all’altro, come se stessi accarezzando il suolo con la pianta dei piedi. Poi, in appoggio sull’intera pianta dei due piedi, oscilla in avanti e indietro.

E ora viene la parte divertente: prendi qualche piccolo rischio per uscire dal tuo asse e arrivare al limite del tuo equilibrio. Quali muscoli si attivano? Cosa succede nel tuo corpo quando sfidi la gravità?

Riduci lentamente il movimento per ritrovare il tuo centro. Quali sono i punti di appoggio sulla pianta del piede su cui sei più comodo oggi?

3. Radicamento delle Gambe

Giocare con la forza della terra

Piegando leggermente le ginocchia, prova a spingere i piedi contro il suolo, sentendo come il tuo corpo risponde.

Gioca con il pavimento! È la terra che ti spinge via o sei tu il più forte? Piegati un po’ di più per sentire l’attivazione dei quadricipiti.

Fermati un momento qui. Non tutti possono camminare e avere due gambe funzionanti non è scontato! Sorridi e ringrazia il lavoro incredibile dei tuoi arti inferiori.

Se vuoi andare ancora più a fondo, aumenta la velocità delle spinte fino a quando il tuo movimento non si trasforma in uno “shakeramento” che ti consente di scuotere il corpo da capo a piedi! Questa pratica è fondamentale per scaricare velocemente il sistema nervoso dallo stress e dall’adrenalina di troppo.

4. Percussione dei Talloni a Terra

Il ritmo che sveglia il corpo

Batti dolcemente i piedi a terra, in particolare i talloni, che trasmettono velocemente la vibrazione del tuo movimento fino al collo, attraverso la catena posteriore.

Se vuoi, costruisci un piccolo e semplice ritmo che aiuta a risvegliare il corpo e a rafforzare il senso di connessione con il presente.

E se proprio non puoi resistere, cantaci sopra la tua canzone preferita. Chi l’ha detto che il radicamento deve essere una pratica seria?

5. Latihan

Essere un’alga nel mare della vita

Il Latihan è una pratica che consiste nell’abbandonarsi completamente al movimento spontaneo, con i piedi radicati al suolo.

Immagina di essere un’alga nel mare, perfettamente ancorata al fondale, ma totalmente disponibile a lasciarsi muovere dalle correnti marine.

Chiudi gli occhi, respira profondamente, e permetti al tuo corpo di muoversi come vuole, senza controllo o giudizio, con i piedi saldi al suolo e il resto del corpo aperto e curioso.

Questo esercizio aiuta a sciogliere blocchi energetici e a sentirsi più connessi con la propria fisicità. Ma soprattutto, ti ricorda che puoi essere allo stesso tempo stabile e fluido, radicato e libero.

Il segreto che ho imparato

Radicarsi non è solo un esercizio fisico. È un modo per tornare a casa, nel tuo corpo, nel tuo spazio di comfort e di potere.

Non si tratta di diventare rigidi o pesanti. Si tratta di trovare quella stabilità interiore che ti permette di essere presente, qui e ora, qualunque cosa stia succedendo intorno a te.

E per concludere…

Termina ogni pratica, anche la più breve, con un sorriso rivolto a te stesso.

Perché? Perché hai appena fatto qualcosa di rivoluzionario in un mondo che ci spinge sempre a essere altrove: ti sei fermato e hai sentito dove sei davvero.

Praticare il radicamento con costanza, attraverso il movimento e l’ascolto, ti aiuterà a sentirti più stabile, centrato e connesso a ciò che davvero conta.

E ricorda: la terra sotto di te ha un posto tutto tuo. E si chiama qui.



Se vuoi approfondire il meraviglioso lavoro di Nevio Vitali sul sufismo e la sua forma di danza tradizionale, visita www.divinesufism.com

E se queste pratiche hanno risvegliato qualcosa in te, scrivimi. Possiamo esplorare insieme come portare più radicamento nella tua vita quotidiana.

Cosa puoi fare da ora per muovere un passo verso di te?

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